Testimonianza Francesco Daminato
Veneto

Comunita
Settore
cooperatori
1934 ad oggi
Periodo di Attività
Francesco Daminato

Un protagonista della cooperazione e della solidarietà

Francesco Daminato a 85 anni è il Presidente onorario dell’Organizzazione Produttori Ortofrutticoli Veneto. Classe 1934, è nato a Loria in quella provincia trevigiana che raggiunge confini vicentini e padovani per formare un’unica grande terra. Da questa zona di confine il giovane Francesco decide di partire verso altri confini: l’età del sogno e della speranza in un mondo migliore lo portano ad esplorare la terra d’Australia. Inseguendo l’idea di una nuova vita, per i primi anni svolge l’attività di tagliatore di canna da zucchero. Nel 1958, dopo un anno di sole australiano, decise con un amico di piantare tabacco. Una stagione per investire quei soldi guadagnati con la canna da zucchero. Il tabacco non corrispose a Francesco il reddito che egli aveva invocato. Così tornò allo zucchero e poi cominciò a maturare una certa esperienza nel settore della frutticoltura a Griffith nel New South Wales e che fu determinante per gli anni successivi. Nel 1965 ritorna in Italia. Le esperienze lo hanno maturato e riportato a casa più forte e sicuro. Al ritorno a Loria trova che a casa era stato realizzato un impianto irriguo e che i fratelli si erano tutti trasferiti. Decide, allora, di rimanere con i suoi genitori rilevando l’azienda di famiglia e decidendo di dedicarsi totalmente all’attività di imprenditore agricolo. Per prima cosa semina ortaggi e pianta ovunque alberi da frutta. Da allora in poi il suo destino è legato a doppio filo allo sviluppo dell’ortofrutticoltura locale e, soprattutto, all’evoluzione del sistema delle cooperative del territorio. Nel 1967 ho cominciato a venire a Scandolara di Zero Branco dove portavo peperoni e altri ortaggi alla cooperativa S. Martino. Quell’anno la merce non fu venduta e a noi toccò provvedere alle spese del trasporto. I soci erano demoralizzati. Tanto lavoro buttato via. Così proposi di portare la cooperativa San Bovo di Loria a Castelfranco facendo riferimento ad un gruppo che lì produceva fragole. Era il 1969 e sorse la sede di Castelfranco della cooperativa S. Bovo che doveva segnare un passaggio importante nella storia della cooperazione: lo sviluppo di una società su basi imprenditoriali elette in un sistema cooperativo. Nel 1972 la S. Bovo di Castelfranco apre uno spaccio per vendere direttamente i suoi ortaggi e la sua frutta. Una specie di rivoluzione. Negli anni Settanta l’attività principale della Cooperativa fu quella della raccolta del prodotto di circa cinquanta soci di Castelfranco e della vendita. Nel 1985 avviene la fusione tra la S. Bovo e la Aomt, altra storica cooperativa operante a Scandolara di Zero Branco e Francesco Daminato assume la presidenza della nuova entità. Fu la svolta. Aumentarono notevolmente i soci e le tipologie di prodotto conferito. Fu quello il periodo in cui si cominciò a valorizzare il radicchio e in particolare il rosso tardivo di Treviso. Dopo una prima fase in cui Aomt S. Bovo fece gruppo con Apos di Chioggia, seguì un più lungo periodo nel quale aderì al gruppo Apovf. Alla fine, forti di questa esperienza e consapevoli di poter dare uno strumento nuovo all’orticoltura veneta, fu costituita nel 2001, assieme alla COS Cooperativa ortofrutticoltori di Sottomarina, l’O.P. denominata OPO Veneto con sede a S. Alberto di Zero Branco. La Cooperativa AOMT S. Bovo, prima, e OPO Veneto, poi, con Francesco Daminato al timone avevano intrapreso la giusta rotta nell’orientarsi verso la valorizzazione dei prodotti, l’accrescimento formativo dei soci, lo sviluppo di una “filiera virtuosa” in un mercato sempre più difficile ed in continua evoluzione. Francesco Daminato è stato il padre nobile della nuova stagione del radicchio rosso tardivo di Treviso. È lui che firma nel 1994 la richiesta di Igp, l’indicazione geografica protetta, che la comunità europea riconosce nel 1996. Da quel momento il radicchio tardivo di Treviso prende uno slancio sorprendente che lo porterà agli attuali traguardi. Francesco Daminato sa essere fedele narratore della sua storia e della cooperazione per la quale ha dedicato una vita, tutta l’esperienza degli anni della formazione e tutto il suo impegno, giorno per giorno affrontando i momenti di crisi con determinazione e forza d’animo, incoraggiando gli altri ad andare avanti sempre con onestà e volontà nel lavoro. Francesco Daminato, un protagonista della cooperazione e della solidarietà. “Da ragazzo volevo vedere il mondo e sono partito, racconta: ho visto il mondo e sono tornato alla mia terra perché mi sono reso conto che, in fondo, è la più bella e la più fertile. Ma non bisogna tradirla: occorre amarla, rispettarla e lavorarla con passione e intelligenza”. Parole che sanno di saggezza antica, ma profumano di futuro.